L’abitato di Marina di Pisa alla foce dell’Arno, dove sorge il porto turistico, ha un’origine precisa che prende le mosse dall’arrivo del re Vittorio Emanuele II nella tenuta di San Rossore sulla riva destra del fiume in seguito all’annessione della Toscana al regno d’Italia. Partiti nel 1860 i Lorena che avevano concesso ai pisani il diritto di andare al mare attraversando la tenuta, Vittorio Emanuele si rimangiò presto quella liberalità e volle San Rossore tutta per sé. In cambio dette ai pisani la possibilità di usufruire degli ampi spazi disabitati sulla riva sinistra dell’Arno. Sorsero così i primi insediamenti balneari e residenziali e Marina di Pisa ebbe subito successo grazie anche a frequentazioni illustri fra cui Gabriele D’Annunzio che nel 1898 si stabilì con Eleonora Duse nell’edificio della Vecchia Dogana dove ora si trovano gli uffici del porto. Alcune delle poesie più belle della celebre raccolta “Alcyone” sono state scritte proprio a Boccadarno, dove D’Annunzio visse l’intensa e rovente passione con la grande attrice. Cominciarono a sorgere in quegli anni le grandi ville liberty che si possono ammirare nell’abitato di Marina a testimonianza di un passato grandioso. Il volto di quel paese sul mare, celebre durante la Belle Epoque, mutò quasi d’improvviso quando, dopo la prima guerra mondiale, i tedeschi che avevano subito un pesante embargo imposto dal trattato di Versailles, aggirarono tutti i divieti che impedivano loro di costruire armi e aerei e trasformarono rapidamente un piccolo cantiere nautico alla foce dell’Arno in una fabbrica. Fu lì che cominciarono a costruire i leggendari idrovolanti Dornier “Wal” che non potevano realizzare in patria. Il cantiere si ingrandì rapidamente e gli aerei tedeschi nati a Marina di Pisa, efficienti e competitivi, divennero famosi nel mondo grazie a numerose trasvolate oceaniche e record. Nel 1925 fu proprio da Marina di Pisa che partì Roald Amundsen per la sua spedizione al Polo Nord con due idrovolanti che riuscirono ad atterrare sul ghiaccio. Dopo 19 giorni solo uno dei Dornier “Wal” riuscì a ripartire e a rientrare a Marina di Pisa dopo aver preso a bordo anche l’equipaggio del secondo aereo danneggiato nell’atterraggio e abbandonato al Polo. Finito l’embargo nel 1929 e rientrati Germania i tedeschi la fabbrica di Boccadarno fu acquistata dalla Fiat che vi proseguì la produzione aeronautica fino alla seconda guerra mondiale, fabbricandovi fra l’altro il caccia G50 “Freccia” impiegato in centinaia di operazioni belliche a partire dalla guerra di Spagna. In quegli anni di massimo sviluppo nella fabbrica lavoravano circa 3.700 persone. Nel dopoguerra nella fabbrica di Boccadarno furono poi riconvertiti ad usi civili i “Dakota” americani, i leggendari Douglas C47 impiegati dagli Stati Uniti nei cieli di tutto il mondo durante il conflitto, e trasformati nei DC 3 che l’Alitalia ha impiegato a lungo sulle linee civili nazionali ed europee. Dopo un periodo in cui la fabbrica di Boccadarno fu destinata dalla Fiat alla produzione di parti meccaniche delle auto, la produzione fu sospesa del tutto nel 1988 aprendo la strada al progetto per il porto turistico che, dopo la demolizione degli ingombranti capannoni che occupavano la foce, è stato inaugurato il 30 giugno 2013.